Quanti Neanderthal esistevano in tutto, in un dato momento? Le stime più accreditate parlano di poche migliaia di individui sparsi su tutta l’Eurasia, divisi in clan di appena 10-20 persone. Un numero così basso porta dritto a un problema molto concreto: con chi ci si accoppia, se nel proprio gruppo siamo quasi tutti parenti? Il rischio di consanguinità per i Neanderthal era molto concreto.

Gruppi minuscoli, matrimoni tra consanguinei
Nel sito di El Sidrón, in Spagna, sono stati ritrovati i resti di 13 individui appartenenti a uno stesso gruppo familiare, vissuti circa 49.000 anni fa. Lo studio più completo su questi resti, pubblicato su Scientific Reports nel 2019, ha catalogato 17 anomalie scheletriche congenite — vertebre malformate, denti in posizione anomala, ossa del piede fuse — concentrate in almeno quattro individui. Sono esattamente il tipo di difetti che ci si aspetta quando la stessa piccola popolazione si riproduce al proprio interno per generazioni, senza apporto di sangue nuovo. Gli autori dello studio suggeriscono che questo livello di consanguineità possa aver contribuito al declino demografico che ha preceduto l’estinzione della specie.
La soluzione: le donne cambiavano clan
Come si evita che un gruppo isolato collassi su sé stesso? Uno studio del 2022 pubblicato su Nature ha analizzato il DNA di 13 Neanderthal provenienti da due grotte della Siberia meridionale, Chagyrskaya e Okladnikov, vissuti circa 54.000 anni fa. Il dato più interessante non riguarda i singoli individui, ma un confronto statistico: la diversità del cromosoma Y (trasmesso solo per via paterna) era molto più bassa di quella del DNA mitocondriale (trasmesso solo per via materna).
Tradotto: gli uomini restavano nel gruppo in cui erano nati per tutta la vita, mentre le donne si spostavano — in modo permanente, non per un breve periodo — per andare a vivere nel gruppo del compagno. I ricercatori stimano che oltre il 60% delle femmine adulte in quella comunità fosse “immigrata” da un altro clan. Era, in sostanza, un sistema di scambio genetico su base regionale: ogni clan era troppo piccolo per sopravvivere da solo, ma la rete di clan collegati tra loro dalle donne in movimento poteva reggere molto più a lungo.


Anche con i Sapiens, gli incontri non erano bilanciati
C’è un capitolo simile anche nella storia degli incroci tra Neanderthal e Sapiens. Il DNA umano moderno contiene tracce di eredità neanderthaliana distribuite in modo tutt’altro che uniforme: alcune zone del genoma, in particolare sul cromosoma X, ne sono quasi del tutto prive. Un possibile motivo, proposto in passato, è che quei tratti fossero svantaggiosi ed eliminati dalla selezione naturale. Ma uno studio pubblicato su Science nel 2026 propone una spiegazione alternativa: analizzando l’eccesso di ascendenza umana rilevabile sul cromosoma X dei Neanderthal (circa il 62% in più rispetto alle aspettative), gli autori sostengono che gli incroci più antichi siano avvenuti prevalentemente tra uomini Neanderthal e donne Sapiens, non il contrario. Il modello statistico che meglio spiega il dato è una preferenza di accoppiamento, più che un semplice squilibrio nei movimenti migratori delle due popolazioni. È un’ipotesi ancora dibattuta — altri ricercatori sottolineano che l’incrocio simulato in quello studio risale a circa 250.000 anni fa, molto prima delle mescolanze che hanno lasciato tracce nel DNA umano attuale — ma apre un fronte di ricerca interessante sulle dinamiche sociali tra le due specie.

Un video per approfondire
Ne parlo anche in video, con qualche dettaglio in più sull’anatomia e sul comportamento del Neanderthal:
Domande e risposte
D: Quanti Neanderthal esistevano in totale, nel loro periodo di massima diffusione?
R: Le stime più citate parlano di una popolazione totale mai superiore a poche decine di migliaia di individui su tutta l’Eurasia, un numero molto basso per una specie diffusa su un territorio così vasto.
D: Le donne venivano scambiate con la forza tra i clan?
R: I dati genetici non permettono di dire se il passaggio fosse imposto o scelto: mostrano solo lo schema demografico (le donne si spostavano, gli uomini restavano), non le dinamiche sociali dietro quella scelta.
D: Anche i Sapiens avevano questo tipo di organizzazione sociale?
R: Sì, la patrilocalità (uomini stanziali, donne che si spostano al matrimonio) è un modello comune anche in molte società umane storiche e recenti, quindi non è una peculiarità esclusiva dei Neanderthal.
D: Questo scambio tra clan è bastato a evitare l’estinzione?
R: No. Ha probabilmente rallentato il declino genetico, ma non lo ha fermato: i Neanderthal si sono comunque estinti circa 40.000 anni fa, e la consanguineità resta una delle ipotesi concorrenti per spiegare perché.
Riferimenti bibliografici
- Skov, L. et al., “Genetic insights into the social organization of Neanderthals”, Nature, 2022.
- Ríos, L. et al., “Skeletal Anomalies in The Neandertal Family of El Sidrón (Spain) Support A Role of Inbreeding in Neandertal Extinction”, Scientific Reports, 2019.
- Platt, A., Harris, D.N., Tishkoff, S.A., “Interbreeding between Neanderthals and modern humans was strongly sex biased”, Science, 2026.
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Sono Antonio Meridda, zoologo, etologo e naturalista. Scrivo di evoluzione umana ed etologia partendo dai dati, senza mai perdere il gusto della narrazione.
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